NON CONDIVIDO LE TUE IMMENSE CAZZATE, MA DAREI LA VITA PERCHÉ TU POSSA DIRNE SEMPRE DI MENO #1

Esempi di politologi di nuova generazione:

rubrica

Qui, invece, un abbonato a ‘Informazione Libera’, ci spiega perché l’Italia e gli italiani sono in pericolo:

Cattura2

Non ci facciamo mancare niente. Lui sarà in contatto coi servizi segreti siriani e ci illumina in perfetto italiano sul nostro pervenuto schiavismo:

rubrica1

Si concluda sempre in bellezza:

Cattura3

Evviva.

 

Questa rubrica è nata allo scopo di riunire sotto la grande ala della tolleranza costruttiva tutti gli arrabbiati del facebook. Se, da qui, ci fosse la possibilità di generare un movimento artistico, luminoso, solidale, no profit, occupante, o male che vada berlusconiano, saremmo felici di esserne i promotori.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La strumentalizzazione dei giusti

siriafran

 

Non sarebbe stato sufficiente pubblicare 250 link al giorno negli ultimi milleduecento giorni, per sensibilizzare gli animi tiepidi occidentali alle morti in Medio Oriente. Soltanto in Siria, in meno di quattro anni, sono stati sepolti più di 230000 cadaveri.

Però, in tre giorni ho visto paladini del social col mouse pronto nella fondina, eroi della morale più morale, campioni della stonatura fuori da ogni coro, tutti vestiti con l’abito buono di facebook. Li ho visti straparlare degli ‘altri morti’, appoggiare su qualche bilancia virtuale la strage di Parigi per stabilirne il peso e confrontarlo.

Sono gli stessi paladini che fino al 13 novembre non avevano sprecato l’immenso spazio dei propri profili social per i siriani, né per i libici, né per i tunisini.

Ma oggi vengono a dirci quali vittime commemorare, quale maledetto filtro per le nostre brutte foto utilizzare, perché piangere, perché non ridere. I campioni dell’etica giusta oggi ci rimproverano se parliamo, ci biasimano se stiamo in silenzio, ci spiegano in tre minuti di chi sia la colpa e in trenta secondi che cosa succederà.

E non un pensiero che li sfiori, i fenomeni del più giusto, che li metta al corrente del fatto che con le foto dei morti di Siria stanno strumentalizzando la tragedia anche loro, alla stregua dei peggiori politicanti italiani, sulla scia degli stessi propagandisti che disprezzano.

La disgrazia non è più l’oggetto del discorso. La disgrazia oggi è il mezzo per poter fare un discorso qualunque.

A questi imperfettibili giusti non basterà un minuto di silenzio. E forse nemmeno un secolo di mutismo.

 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

In ricordo di Cesare Terranova e Lenin Mancuso

cesare-terranova1

È un fatto curioso che tra di noi abbia più fama Luciano Liggio, che colui che lo arrestò.

È curioso che il 25 settembre sia un giorno come altri, senza foto scintillanti, senza frasi e citazioni, senza manifestazioni.

È curioso come lo fu Cesare Terranova mentre sfidava la mafia e dunque la morte.

Eppure, fu Terranova il procuratore d’accusa del primo vero processo di mafia, a Bari nel 1969; fu Terranova ad arrestare Liggio, cinque anni dopo il processo, in cui fu assolto insieme con tutti gli altri imputati.  E fu Terranova, membro della Commissione parlamentare antimafia, a muovere pesanti accuse sui rapporti cordiali che i democristiani Lima e Ciancimino usavano intrattenere con le Famiglie palermitane.

Ma fece ritorno a Palermo.

Fu di Cesare Terranova il cadavere trivellato dai colpi di una carabina Winchester, il 25 settembre 1979, in via De Amicis, a Palermo.

È vero: i proiettili non fanno sempre lo stesso rumore.

I ricordi pure.

Ed è in giorni come questi che le variopinte facce dell’antimafia si rivelano per ciò che sono: maschere, contro le quali pensiamo di essere inermi.

Ma se un’arma è da noi posseduta, quella è la memoria.

Aprire la fondina e impugnare.

In ricordo di Cesare Terranova e Lenin Mancuso.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Prima Ronaldo

ronaldo

Grande fino all’immenso, unico e irripetibile Ronaldo.

Non gli mancava nulla, perché mancava a se stesso. Ronaldo era fuori dal momento, sconosciuto al presente, sempre in anticipo sull’istante: piegava il tempo, lo dilatava in mezzo ai piedi sicché nessuno potesse comprenderlo, e ne faceva l’uso che desiderava.

Si potrebbe coprire d’elogio ogni aspetto del suo futebole dibattere a lungo su quale radicale cambio di rotta questo abbia fornito al nostro calcio.

Io, invece, quando vedo Ronaldo Luís Nazário de Lima, penso a quanto relativo sia il tempo quando abbraccia il genio dentro un campo da gioco. Per ogni difensore che l’abbia sfidato è stato un enigma: Ronaldo era un problema quando c’era, perché in un attimo non c’era più; e quando invece non si vedeva, era già lì, davanti al portiere inerme.

E tutti non potevano che chiedersi quali secondi avesse utilizzato per dribblare e fare gol. Solo i più virtuosi tra i veri difensori degli anni novanta e primi del duemila hanno potuto contrastarlo, e senza uno straccio di criterio per marcarlo, ad uomo o nella zona, giacché il Fenomeno non poteva essere presente né ad una zona né ad una posizione, non conosceva un criterio e perciò non ne concedeva: Ronaldo era trasportato da ogni movimento con la leggerezza e la velocità del vento.

E così è stato, per anni, una carezza invisibile al pallone. Ma il pallone c’era solo quando voleva mostrarlo. 

Per questo Ronaldo non ha omonimi né eguali, e non li avrà.

Non è un demerito dei grandi di oggi e di domani: è un merito della storia del calcio, fatalmente segnata dal più grande dei numeri nove.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Lettera di mio figlio nel 2056. Palermo.

vucciria

Palermo, un mese qualunque dell’anno 2056

Carò papà,

è un peccato che non possa abbracciarti ed esprimerti tutta la mia gioia per questa città. Continuo a dirmi quanto cieco io sia stato ignorarandone non solo la bellezza e il calore, ma più di tutto la filosofia.

Caro papà, lo sai, ho studiato per vent’anni tra le capitali europee, grazie ai miei risultati mi sono spostato, ho viaggiato e ho imparato; ho vissuto in grandi città dove l’asfalto e il cielo si confondono e piove, piove, piove infinitamente, e tutto gira sotto un metronomo che non sbaglia mai: tutto ciò che non mi manca, funziona alla perfezione. E sì, tu mi raccontavi che a Palermo invece piove poco e c’è sempre il sole, ma io, forse, ti ascoltavo come si ascoltano i bei racconti, perso tanto nell’immaginazione da non voler credere che fosse realtà. E quando invece mi parlavi delle mancanze, delle inefficienze, dei soprusi e delle ingiustizie, papà, io mi facevo i cazzi miei sul tuo obsoleto apple watch, perché non volevo ascoltarti. A me bastava la forma, per ignorarne il contenuto.

Allora, qualche settimana fa mi sono fatto cacciare dallo studio (ho ammesso che in realtà non sono gay), ho messo tutto ciò che potevo dentro la valigia e ho detto bye. Tre ore dopo guardavo il golfo di Palermo dall’aereo.

Mi sono innamorato all’istante. Certo, vecchio mio, le buche profonde mezzo metro sulle piste di atterraggio sono un inconveniente, ma a parte qualche contusione e un paio di escoriazioni per l’urto, ero arrivato, papà, ero a Palermo.

Appena messo il piede sul primo gradino della scaletta dell’aereo, un raggio di luce si è posato sulle ciglia del mio occhio destro: mi pareva di stravedere, come nei film, quando il protagonista sta morendo e guarda in alto ed è ancora in Terra, ma vede già il paradiso.

Da quel momento è stata una continua scoperta.

A questo punto, starai borbottando superbo che al peggio di Palermo non c’è fine, che devo vederne tante prima di esprimere un giudizio. Ma saranno trent’anni che non vedi Palermo, non sai che qui è davvero cambiato tutto.

Ho preso un taxi a Punta Raisi – Uber ci ha provato, ma tra pizzo e posteggiatori andava in perdita. Il tassista era un uomo rugoso ma di mezz’età, con un tic alla mano sinistra: aveva uno spasmo, una contrazione involontaria ogni tre secondi, e non ti dico quante sigarette appena accese ho visto volare dal finestrino. Beh, dopo aver ascoltato attentamente le ragionevoli considerazioni sulle condizioni del tempo: ‘ccà, a mettà agoisto, si suranu sette camicie puru s’un travagghi’, e sul Palermo Calcio: ‘U figgh’i Zamparini è un cuinnutu’, gli ho chiesto quale fosse il panorama politico siciliano.

Papà, la rivoluzione ci fu!

Adesso la Sicilia è davvero autonoma e indipendente, con l’Italia qualche scambio commerciale e poco più: sembra che i siciliani fossero ormai stanchi del malaffare, della corruzione, del clientelismo delle istituzioni italiane, queste sconosciute malattie nordiche, tanto stanchi da rivoltarsi durante l’ultima visita del Gran Visir dr. giovine Presidente Matteo. Sì, papà, è ancora giovane. E sì, papà, si fa chiamare così.

Comunque, il tassista mi ha confidato di essere gran sostenitore del Movimento 5 stelle. Si definisce un cinquestellato perché dice che il prefisso penta, per il nuovo segretario del movimento, Fedez, ricorda troppo il Pentagono, Washington, gli Stati Uniti e dunque il male di vivere. Mbah. In ogni caso, in Sicilia adesso vige la democrazia diretta. Loro la chiamano ‘liquida’, e vorrei vedere: il tassista stesso ha scritto un paio di leggi sulla regolamentazione della prostituzione e sui limiti di velocità nelle corsie preferenziali, accolte con piacere ed interesse all’Assemblea regionale. All’inizio, dice, si votava in pubblica piazza e per urlo: a colui che avesse urlato più forte spettavano due voti da assegnare; alle voci sottili un solo voto; ai muti mezzo voto. Poi cinque ragazzi dello zen hanno riformato la legge elettorale: adesso si vota in spiaggia e per alzata di tatuaggio. Condizione essenziale è essere ben drogati al momento del voto – e se durante le elezioni ci fossero controlli che evidenzino sobrietà, il sobrio avrebbe da scontare due anni in specializzate strutture d’intossicazione. Tolleranza zero per chi fa il furbetto, papà.

Ma le novità non finiscono qua. I Presidenti della Regione, Dolce e Gabbana, si danno un gran da fare. Sarai felice di sapere che molte delle piaghe della tua amata terra stanno piano piano estinguendosi.

Il nepotismo dilagante, per esempio: se non hai almeno quattro gradi di parentela con l’Onorevole, non hai diritto ad alcuna carica, appalto, poltrona o cattedra che sia. Un duro colpo soprattutto per i baroni dell’Università di Palermo, che sono statisticamente gli esseri umani più apparentati dell’Occidente.

Ma anche il clientelismo e la compravendita di voti sono stati messi alle strette: per legge, non si può vendere un voto per meno di duemila euro. Il PIL procapite si è impennato, e ne godono anche le finanze della Regione, dal momento che le transazioni sono sottoposte a tassazione (lieve).

Le carreggiate sono tornate fruibili anche da chi non ha un fuoristrada con sospensioni straordinarie: infatti, poiché le buche sull’asfalto erano ormai troppe e troppo ravvicinate, si è pensato di portare le strade al livello dei fossi, quasi un metro più in basso. Il risultato è eccezionale, si scorre fluidamente e senza urti, e pazienza se per raggiungere il marciapiede ci si deve servire delle scale, ci sono quelle mobili, e qualcuna funziona pure.

Anche la Palermo della cultura è rifiorita: l’apporto più importante è stato dato dai moti culturali del 48, anticamera della nascita del TMO, Teatro Massimo Occupato, diretto da Andrea Scanzi e Sabina Guzzanti, del TBO, Teatro Biondo Occupato, direttore Dario Bandiera, e del TSO, Trattamento Sanitario Obbligatorio (e volontario), per tutti gli attori non occupanti e disoccupati.

Ora, potrei continuare nel mio racconto e farti partecipe delle innovazioni di cui anch’io sono piacevolmente sorpreso, ma so che a questo punto hai una sola domanda: la mafia.

La mafia…

Come sei vecchio, papà, che vocabolario da fine secolo che hai. La mafia non esiste più da un pezzo, non c’è, è lentamente sparita. Adesso c’è un Ente regionale con delega alla politica estera. Pensa che progressi: gestiscono la compravendita di armi per l’esercito; ottengono straordinari profitti dalla legalizzazione delle case chiuse; efficienza massima nell’import/export di droga e grandi guadagni dalle masse di coffee shop e cannabis social club freschi d’apertura. Tutto legale, hanno fatto le leggi, che gli vuoi dire?

E poi amministrano bacini elettorali (tramite apericene con tatuaggio in regalo), fondazioni no profit, cliniche private, ma anche consigli d’amministrazione delle strutture sanitarie pubbliche, cooperative, imprese edili; riscuotono sovrattasse locali dai piccoli medi e grandi imprenditori, per la loro sicurezza e incolumità, si capisce. Ma il controllo del territorio è solo una delle competenze. Si occupano, con ottimi risultati, delle onde migratorie dal Nord Africa. Sono filomigrazionisti, e infatti li accolgono, li curano e li mandano a lavorare nei campi. Non c’è più un terreno incolto.

E anche il senso profondo di appartenenza alla lotta alla mafia, persino ora che la guerra è vinta, è vivo e manifesto. Infatti quest’Ente gestisce diverse case di moda che hanno fatto dell’immagine dei martiri di mafia un brand richiestissimo: per esempio, una moltitudine di ragazzini e ragazzini adulti oggi sfila con borselli stilizzati con la faccia di Borsellino e la scritta ‘LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA’, e all’interno, dentro la tasca, dietro il foderino ‘DI MERDA’.  Ed è così, papà. Quest’ente fa tante di quelle cose, ma tante, così tante che per la Sicilia è necessario, vitale. È imprescindibile. E poi, beh, per non essere parziali e per dovere di cronaca, c’è da dire che a volte hanno modi un po’ bruschi… Si potrebbe dire che la risposta al dissenso sia, beh, muscolare, ecco. Ma tutto si muove sotto la grande imponente ala della legalità, papà. Hanno capito prima degli altri che la Regola è più utile farla che seguirla.

Spero che con queste poche parole tu abbia inteso il profondo cambiamento, lo straordinario progresso civile che si è radicato in questa splendida terra.

Ora devo salutarti, perché credo di aver lasciato l’auto in divieto di sosta, e sono in ritardo per il lavoro. Faccio il pedone nelle isole pedonali del centro storico. Il comune mi paga.

Ti abbraccio,

tuo figlio.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 11 commenti

Isis, panelle e crocché. L’offensiva gastronomica.

Diapositiva1

Palermo potrebbe essere una delle prime città italiane a ricevere la visita dei guerriglieri del Califfato. È infatti confermata la presenza militare dello Stato Islamico in Libia. Possiamo finalmente allarmare: la minaccia è a circa 250 miglia dalle coste siciliane. E ci sarà un lettore di un qualche paesino della provincia di Siracusa che in questo momento, leggendo, starà pensando che anche se si armasse e partisse adesso, nel tempo dei ritardi del pullman e poi del treno e poi dell’altro treno e poi dell’autobus, i terroristi avrebbero già raggiunto la Svizzera.

Stupore, preoccupazione, ma soprattutto una gran dose di adrenalina che da queste parti non si faceva viva dai primi anni 90. E a causa dell’aria gonfia di questi sentimenti incrociati che si respira da Mondello a Brancaccio, il sindaco Leoluca Orlando ha dichiarato lo stato di emergenza per il capoluogo siciliano.

Passate le prime ore di sconforto misto a grandi esaltazioni, i cittadini di Palermo si dicono pronti a imbracciare i propri personalissimi armamenti da difesa: già ieri sera sarebbe partito un ordine di tre tonnellate di farina di ceci, due di patate, uno e mezzo di milza e tre di polmone; una tonnellata di stigghiole e una di interiora varie; i panifici e i carrettini tutti pronti a sfornare centinaia di teglie di sfincione; alla Forst sono stati richiesti con assoluta priorità 620 litri di birra; alla cantina ru Zu Pinu 350 litri di nero d’avola; e poi decine di chili di limoni, di caciocavallo, di ricotta e di sugna; intere piante di prezzemolo, sacchi di sale e pepe non ancora macinato, e un frantoio open24.

Franco ù vastiddaru, titolare dell’omonima celeberrima friggitoria situata ai piedi del centro storico, ha rilasciato una brevissima intervista al nostro inviato:

Franco, cosa pensa dell’imminente sbarco dei miliziani dell’Is a Palermo?

Figlio mio, e che ne devo pensare? Io qua sono, appena è l’ora che questi arrivano – e se vogliono passare prima al Lucy bar per la pizzetta col salame, io glielo consiglio – appena è l’ora, dicevo, basta che non si accarcano cà ravanzi, e se fanno un fila cristiana su corso Vittorio, io assicuro che il panino c’è per tutti, anche perché dobbiamo tenere presente che ste bestie arriveranno dopo un viaggio lungo e difficile: e che fa? vogliamo sfigurare giusto coi turchi?

Ha ragione.

E mentre Franco prepara un’accoglienza dall’accento imprenditoriale, c’è chi affronta l’arrivo della minaccia con un approccio meno materialistico: Rocky, il re del panino cà meusa, in una dichiarazione rilasciata al Giornale di Sicilia, afferma: ‘Io mi informai per bene. C’ho studiato su questa cosa di Jihad e Shari’a e tutte cose, e una cosa gliela posso dire: il panino, a questi, io glielo posso fare. E non è che siccome sono stranieri glielo faccio pagare di più.’

Un signore.

Ma dopo aver sentito dell’enorme quantità di cibo in arrivo e delle svariate risorse impiegate per lo sbarco imminente, la cittadinanza palermitana è insorta. Il presidio permanente in piazza Pretoria ha costretto il sindaco Orlando a uscire da Palazzo delle Aquile per informare con ufficialità i cittadini iracondi.

Orlando, con tono fiero e al contempo preoccupato, immerso nella folla, ha detto che ‘tutto è stato pensato al solo scopo di garantire l’incolumità dei cittadini di Palermo e di tutta la Sicilia’ ma che ‘non è possibile dare ulteriori spiegazioni sulla logistica delle operazioni, che sono gestite per intero dalle intelligence siciliane* – perché Alfano aveva avuto la solita idea del cazzo- e perciò coperte da massimo riserbo.’

Tutto lascia pensare, però, alla prima offensiva gastronomica della storia. Gli esperti pensano che possa trattarsi di una raffinata strategia d’attacco, che vedrebbe i sedicenti terroristi ingozzati fino all’occlusione di ogni condotto del corpo, e soltanto dopo ‘fracchiati di legnate’ in ogni scantinato e vicolo cieco messo gentilmente a disposizione dai boss.

Con questa, invito tutta la cittadinanza ad un sano allarmismo, ma democratico e costruttivo. Si metta ai voti e si decida se recapitare, tramite civili volontari, cannoli o cassate, o cannoli e cassate per l’estrema unzione dei terroristi. E chi trova un posto, per quel giorno metta la macchina in doppia e tripla fila in ogni strada e vicolo, così da ostruire ogni via di passeggio digestivo.

Noi siamo cristiani, democratici, europei, siamo figli dell’Illuminismo.

E mentre voi sgozzate per vincere una guerra, noi vi ingozziamo perché una guerra non abbia mai inizio.

  • eufemismo
Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 1 commento

Una donna al Quirinale. Cronaca ora per ora.

Gran galà di inaugurazione del nuovo teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Una donna al Quirinale. La cronaca ora per ora.

07.10 La Santanchè si sveglia dopo aver sognato di essere il prossimo presidente della Repubblica e rinuncia alla candidatura promossa da Barbara D’Urso, adducendo come unica motivazione: ‘Non è bello dover dirsi parolacce.’

07.15 Elisabetta Gregoraci ringrazia sentitamente tutti i senatori che ne hanno fatto il nome, ma ‘non trovando un tailleur che non mi stringa al petto, più che per l’età’ annuncia il suo rifiuto. Qualche minuto di silenzio di cinque prestanome di Silvio Berlusconi a Palazzo Madama.

07.20 La moglie di Riina manda a cagare Sabina Guzzanti.

07.35 Totò Riina dal carcere propone Sabina Guzzanti.

07.45 Colazione a Montecitorio. Gasparri fa una foto al culo della Biancofiore e la twitta sotto l’hashtag #unamilfalquirinale. La deputata di Forza Italia non ci pensa due volte e si candida.

08.25 Nunzia De Girolamo chiede informazioni in merito alla gestione dell’appalto per il bar del Quirinale. Poi si ritira.

09.40 Rosy Bindi arriva in Parlamento con i capelli tinti di nero e lunghi. Matteo Richetti le spiega che giusto stavolta cercano un presidente coi capelli corti e grigi.

10.00 Maurizio Lupi e Carlo Giovanardi ingaggiano un sondaggio sulla Binetti.

10.15 Silvio Berlusconi torna a proporsi: ‘non sono una donna, ma mi piace tanto che è come se lo fossi.’

10.20 Alessandra Moretti, avendo ascoltato lo scambio tra la Bindi e Richetti, dichiara di avere 51 anni e che salterà parrucchiere ed estetista per tre settimane.

10.30 Pausa caffè. Gasparri lancia l’hashtag #unagonnaalquirinale. Sdegno della Finocchiaro. Livia Turco va in bagno a cambiarsi.

11.00 Milena Gabanelli prepara un servizio sullo scandalo che la vedrebbe coinvolta dal blog di Beppe Grillo nella corsa al Quirinale.

11.25 Mario Adinolfi su La Croce quotidiano (LA CROCE QUOTIDIANO??): ‘va bene una donna, ma sottomessa. Cioè messa sotto.’ Coro delle donne dal parlamento: ‘va bene messe sotto, ma se tu stai sopra abbiamo un problema.’

11.45 Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista dai banchi gridano con insistenza: Vergogna!

12.00 Matteo Renzi propone sua moglie. Ma lei è un bell’uomo.

12.30 Pausa pranzo. Gasparri su Twitter: ‘finalmente al #Quirinale qualcuno che sappia cucinare’. Sdegno di Debora Serracchiani. Livia Turco avvistata a spasso con un piatto di tagliatelle fresche.

13.30 Da Montecitorio, Pina Picierno continua a chiedere cosa ci faccia lì.

15.00 Rosy Bindi torna da Richetti con i capelli corti e grigi. Richetti le ricorda che stanno cercando una donna.

15.05 Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista continuano a gridare: Vergogna!

15.10 Dal web, Libero quotidiano annuncia che Moana Pozzi sarebbe viva e più che cinquantenne.

15.30 La Santanchè ci ripensa: ‘dirsi parolacce non è poi così male.’

15.45 Lorella Cuccarini appena nominata senatrice a vita.

16.00 Alfano scopre di essere scemo.

16.20 Angela Merkel manda un sms a Matteo Renzi con scritto il numero di telefono di Ela Weber.

16.30 Marianna Madia mangia un bel cono gelato.

17.00 Maria Stella Gelmini e Francesca Pascale aprono un tavolo di discussione sulla candidatura di Marina Ripa di Meana.

17.35 Gasparri fotografa il gambaletto della Severino e lancia l’hashtag #unanonnaalquirinale.

18.00 Si scopre che Vergogna è in realtà una deputata del M5S molto acclamata dai suoi compagni di partito.

18.10 Il presidente del Consiglio annuncia che, dopo ore di confronto, si è arrivati a tre nomi: Laura Boldrini, Alba Parietti e Ilaria D’Amico.

18.20 Di Maio e Di Battista, con l’ultimo filo di voce, continuano: Vergogna! Ma Vergogna abbandona l’aula. Poi vanno a giocare coi Lego a casa di Casaleggio.

18.25 Laura Boldrini si ritira dalla corsa per mancanza di tette in confronto alle altre due finaliste.

18.30 Tragedia. Trovata Alba Parietti schiacciata dalle natiche di Mario Adinolfi schiacciato dalle natiche di Giuliano Ferrara.

19.00 Ilaria D’Amico accetta l’investitura. Matteo Renzi chiama Silvio Berlusconi per comunicargli il nome su cui è stato raggiunta l’intesa. Grande festa a Sky Sport e a casa Buffon.

19.30 Colpo di scena. Maria Elena Boschi scrive un pizzino a Renzi: ‘Sì, ma non mi somiglia.’

19.45 Matteo Renzi richiama Berlusconi: ‘Sì, ma non le somiglia.’ Bruciata anche Ilaria D’Amico.

19.50 Renzi e Berlusconi in un comunicato congiunto: ‘Ilaria D’Amico non somiglia a Maria Elena Boschi. Nessuno somiglia a Maria Elena Boschi. Maria Elena Boschi non ha compiuto i cinquant’anni d’età. Vi tocca un uomo anche sto giro. Ma vi diciamo già che per Rutelli è difficile.’

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Breve conversazione su Charlie Hebdo in compagnia del boss don Vito

Il-padrino-Parte-2

  • Don Vito, intanto buonasera.
  • Buonasera.
  • Siete a vostro agio?
  • Mh.
  • Perfetto. Vogliamo cominciare?
  • Mh.
  • Che ne pensate dell’attentato a Charlie Hebdo?
  • Signor giornalista, intanto ci tengo a precisare che io e gli amici miei non conosciamo nessun Charlie. Ma se proprio vuole la mia opinione, allora le dico che questi turchi integrali sono principianti e babbi.
  • Che volete dire?
  • Ma signor giornalista, lei mi vuole dire che basta ammazzare dieci persone che fanno disegni per fare scantare a tutti quanti? Ma che minchia dice? E allora a noi in Sicilia ci dovevano mandare gli eserciti di mezzo mondo!
  • Sì, don Vito, ma questo è stato un attacco alla nostra libertà d’espressione.
  • Giornalista, ma lei lo sa quanti ne abbiamo ammazzati noi? E non solo la quantità, no, ma la qualità: generali, magistrati, presidenti della regione, senatori, preti, sbirri e finanzieri, avvocati, medici, impiegati, imprenditori, farmacisti, donne bambini e uomini qualunque, senza distinzione di sesso, età, razza, lingua o religione, perché il sangue è sempre dello stesso colore, giornalista. Ma che viene a dire? Ci dovrebbero mandare Napoleone, e qua ci abbiamo ad Alfano, che non lo vorremmo neanche per alleato.
  • E con ciò, dove volete arrivare?
  • Voglio dire che sti turchi possono stare tranquilli.
  • Ma chi, i terroristi?
  • Ah, i terroristi? Signor giornalista, fra qualche anno ci sarà anche il nostro centocinquantesimo anniversario. Centocinquant’anni a fare come minchia ci pare in una regione al centro del mare Mediterraneo. Ma lei, se mai dovessero chiederle di scrivere un libro di storia, ma lei cosa racconterebbe della mafia? Giornalista, glielo scriverebbe che per centociquant’anni è stata condivisa da politici e mafiosi? Glielo scriverebbe che ci sono stati anni in cui si usciva di casa sapendo di avere le stesse probabilità di vedere un autobus o un omicidio? E tutto questo e tanto altro lo chiamerebbe terrorismo? O attentato alla libertà d’espressione? Le dico una cosa: io non ho mai capito dove minchia è il punto di vista giusto. Ma in ogni caso, a voi serve piuttosto un poco di libertà d’impressione.
  • Io la ringrazio per l’invito, ma non penso che scriverò mai un libro di storia.
  • E allora, signore mio, avrà un rimpianto. Adesso me ne devo andare. La saluto, e ci affidiamo sempre alla madonnuzza.
  • Un’ultima domanda, don Vito: qual è il suo rimpianto?
  • Il mio rimpianto?
  • Il suo rimpianto.
  • Alfano, Angelino Alfano.
Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Charlie Hebdo: Libero (raglio) Quotidiano

Non per la violenza dell’atto nell’atto, né per quella dell’atto in potenza, nemmeno per l’intolleranza e per l’inquietante sensibilità religiosa del soggetto del terrore: per nessuno di questi fattori ho voce per vestire una sana protesta. Ma, signori terroristi, qui è un continuo sbagliare redazione:

Screenshot - 11_01_2015 , 11_22_38

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Siamo tutti Charlie?

Charlie Hebdo: #JeSuisCharlie, solidarietà sui social

C’era una volta Gino, amico di Lino, cugino di Pino.

I tre erano:

  • tutti molto francesi,
  • tutti molto Charlie Hebdo,
  • tutti molto liberi.

Fu che Gino, attraversando via della Protesta, vide cinque picciotti massacrare un tunisino.

E dentro di sé protestando, continuò sul suo cammino e non protestò.

E fu che Pino, fumando su una panchina in viale delle Verità, fu testimone di un agguato che uccise un magistrato.

E dentro di sé testimoniando, chiuse un’altra sigaretta e non testimoniò.

E così fu: che Lino, cugino di Pino, giunto in piazza dell’Indignazione, entrò in una trattoria e vide un brutto ceffo chiedere il pizzo allo chef.

E dentro di sé indignandosi, con la bocca e con le mani non s’indignò.

Poi si incontrarono, tutti e tre, in vicolo Orbo Sordo e Muto, si versarono da bere l’un l’altro, e piansero forte per un attentato alla libertà di espressione avvenuto il giorno prima a Parigi.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

La poesia del giorno #7

R600x__Renzi_giornali

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La poesia del giorno #6

Svincolarsi dalle convinzioni

Dalle pose

Dalle opposizioni.

[gufi merda]

                                                              Morgan feat. Matteo Renzi

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Carramba che botti!

 botti

E’ dell’ultima ora la notizia che vede ancora protagonista il comune di Palermo. La fantasmagorica amministrazione del capoluogo siciliano ha infatti varato l’ordinanza Carramba che botti!, l’ennesimo tentativo di arginare il tedioso problema dei ‘botti di Capodanno’. Il sindaco Leoluca ù papà Orlando – con unanime approvazione degli assessori, degli amici degli assessori, dei cugini degli amici e dei capi mandamento dell’intero territorio palermitano – ha appena dato ordine agli agenti della GdF di sequestrare entro il 30 dicembre c.a. ogni forma di artificio esplosivo in vendita presso tutti i commercianti quasiautorizzati della città e dei paesi limitrofi.

La polizia locale pattuglierà tutti gli ingressi alla città, perquisendo ogni mezzo o individuo intento ad entrare al di qua della circonvallazione, per assicurarsi che non un petardo faccia il suo ingresso a Palermo.

La merce sequestrata sarà così data in consegna agli agenti della Beneamata Arma dei Carabinieri, che avrannò il gravoso compito di gestire in prima persona il flusso di SBIM, SBUUM, SBAAUM previsto da tutti i piromani amanti del rumore, come ogni anno da quando Gesù Cristo è risorto, per il 31 dicembre.

Con gli scaffali dei minimarket sprovvisti e i rivenditori a secco, saranno le forze dell’ordine dell’Arma a sparare, diligentemente, ‘i botti di Capodanno’.

Prevista una minuziosa organizzazione del territorio e degli agenti:

ogni quartiere sarà così suddiviso in distretti, che a loro volta saranno scanditi in aree di sparo. Ognuna di queste aree sarà messa in sicurezza tramite transenne che ne delimitino il perimetro.

Il criterio per l’impiego dei carabinieri sarà il grado:

  • agli appuntati e agli appuntati semplici sarà dato in gestione lo sparo di miniciccioli;
  • ai brigadieri sarà concesso il più frizzante sparo dei fischio e botta;
  • ai marescialli andrà l’onere dello sparo dei mefisto;
  • a tenenti e sottotenenti una bella scorpacciata di bomber99;
  • capitani, primi capitani e maggiori faranno esplodere le famose bombe di Maradona;
  • colonnelli d’ogni tipo e comandanti generali si divertiranno invece con i razzi*.
  • tutti gli autovelox saranno installati a 150 metri d’altezza e verificheranno quale dei razzi sparati dai comandanti si aggiudicherà il premio ‘Razzo più veloce del 2014’.

carramba

Le forze dell’ordine, congiuntamente con la giunta comunale, i boss, e il sindaco di Palermo vi invitano a visitare le aree di sparo di Carramba che botti, dalle 21 del 31 dicembre alle 3 del primo gennaio, e vi assicurano uno spettacolo avvincente e molto, moltissimo rumore. Ma in assoluta sicurezza.

A tutti quelli che, esasperati, non sapranno come fare il botto entro il 2015, voglio dare un consiglio:

fate come me, sparate cazzate.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La poesia del giorno #5

Lo sai?

Michele è romanista.

Io, invece,

Sono evangelica.

                                                                                     Mia nipote                     

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La poesia del giorno #4

Sexy baby, sexy mami

                                     GIRERANNO CON

                                                 GIRERANNO CON.

Farò grandi cose

Quando le giornate saranno

                                                              PERFETTE:

Il divertimento sarà alle stelle

             Serate con varie MODELLE

Perché noi attendiamo l’ESTATE.

ESTATE.

In chiave futuristica

Lil Angel$

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Annacati.it

autobus

Arriva Annacati.it, la nuova app per i palermitani, alternativa in salsa panormita a Moovit, l’app per il resto dei cittadini italiani. Un’applicazione fresca, dinamica, accessibile: finalmente la chiave di volta per i problemi di mobilità urbana del nostro concittadino palermitano.

Basterà accedere al play store del vostro dispositivo mobile e digitare nella barra di ricerca ‘Annacati.it‘. In appena tre ore e tredici minuti la fresca app ingombrerà il desktop e la memoria del vostro smartphone, e dopo la scansione che l’inerme antivirus effettuerà trovando circa trecentotrentamila malware, potrete accedere al servizio.

Annacatit vi permetterà di individuare il vostro autobus per fasce di ritardo:

se cercate un mezzo con non più di 25 minuti di ritardo, basterà filtrare la ricerca dal menù a tendina in alto a destra, ricercando solo gli autobus dentro la voce:

  • Virtuosi – rit. tra 15 e 25 min’;

se, invece, volete prendervela comoda, vi consigliamo il filtro di ricerca:

  • Aspettami che arrivo – rit. tra 25 e svariati min’;

per chi preferisce l’avventura, lo spirito della sorpresa, l’emozione di scorgere all’orizzonte un rombante stupore tutto arancione, non resta che la voce:

  • Scendi e aspetta – rit. tra boh e svariati boh.

In ultimo, se, snaturati, avete molta fretta e poca pazienza, offriamo la funzione:

  • ‘Prova più a nord – sei in anticipo’

che permette di conoscere gli orari di partenza dei pullman per Punta Raisi e Birgi, aeroporti nelle vicinanze di Palermo, dai quali sarà facile prendere un volo sola andata per il mondo moderno.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

La poesia del giorno #3

Amore vuol dire donare

ciò che non si ha.

Bisogna regalare

il nostro tempo,

noi stessi,

i nostri giorni.

                                                                    Matteo Renzi

                                                           Ah, no, Roberto Benigni

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La poesia del giorno #2

Enrico,

Stai sereno.

                                                 Matteo Renzi

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La poesia del giorno #1

Swag Berlusconi

sempre stiloso.

Swag Berlusconi

sono famoso.

La tua ragazza

io me la scopo

Dopo che l’ho scopata

mi prepara un panino.

Silvio Berlusconi man

Sempre con la giacca.

Silvio Berlusconi man

Sempre con cravatta.

Soldi in tasca

Fighe in mente

Quando scorreggio,

Swag,

Non si sente niente.

 Bello Figo Gu

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Uuuiill

         header_sciopero1212

Mostra le foto! Manda le immagini! In regalo il kit-rivoluzione: una trombetta anti-decreto, due festoni scaccia-governi, un set di pentole acciaio inox, una mountain bike cambio Shimano a otto rapporti e un’immancabile personalissima copia de ‘il tuo articolo 18’!

#cosinonva ma potrebbe non andare molto meglio!

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento